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MotoGP: Rins e Lorenzo, passi in avanti verso un 2018 da protagonisti

Nel mare di sorprese della MotoGP, durante questa seconda metà di campionato, sono emersi due ‘pesci’ da non sottovalutare. In realtà, la fama che li precede basterebbe come garanzia sul loro potenziale, ma nello sport contano di più i fatti. E, classifica alla mano, la prima metà di stagione di Lorenzo e soprattutto di Rins non ha soddisfatto le aspettative. Tuttavia,  quando si salta da una categoria all’altra o quando si passa da una moto ad un’altra totalmente differente, ci vuole del tempo. Ed ora stanno arrivando i primi frutti sia per Alex che per Jorge.

RINS, FARO DI UNA SUZUKI ALLA DERIVA

Che Alex Rins fosse un gran talento lo si sapeva da tempo, il suo palmarés nelle categorie minori parla per lui. Risultati a parte, ciò che ha stupito di più, soprattutto durante l’esperienza in Moto2, è stata la rapidità con la quale lo spagnolo si è adattato alla nuova classe, andando forte da subito. Questa sua capacità ha colpito Brivio che lo scorso anno preferì Alex al due volte iridato Moto2 Zarco. Una scelta che ha fatto storcere il naso a parecchi una volta arrivati a metà stagione. Rins ha saltato ben cinque gare per infortunio (Austi, Jerez, Le Mans, Mugello, Catalunya) mentre il francese in quel periodo conquistava tutti salendo sul podio nel GP di casa e battagliando con gli ufficiali.

PH: Suzuki Racing

Dopo un difficile rientro però, la situazione sembra cambiata. Da un paio di gare Rins centra abitualmente la top ten. A Silverstone, nelle FP3 del sabato, è arrivata la riscossa. Alex ha stampato giri molto veloci, come quelli di Iannone, solo che lo spagnolo è riuscito ad entrare in Q2. In gara il catalano ha eguagliato il suo miglior risultato, quel nono posto portato a casa anche nella prima uscita in Qatar. Messo apposto fisicamente, nonostante una Suzuki abbastanza ‘incasinata’, il #42 riesce ad esser abbastanza competitivo. Anche più di un Iannone alle prese sia con problemi fisici che con le solite malelingue figlie della notorietà. In una situazione così pericolante, Rins potrebbe dare una mano a metterci una pezza in questo finale di stagione e preparare al meglio il 2018. L’ottavo posto di Misano, suo miglior risultato fino ad ora, è il punto di partenza.

LORENZO APPRENDISTA, MA DAL 2018 CI SARA’ ANCHE LUI…

La prima metà di stagione per Jorge Lorenzo è difficile da valutare. Poca costanza e tanti cambiamenti in corso d’opera che non possono esser salvati dal podio di Jerez e dal quarto posto di Barcellona (arrivato dopo un’ottima prima fila il sabato) frutto dei test sulla pista catalana. Buoni risultati per carità, ma quello che ha mostrato nelle ultime tre gare vale di più. Infatti, a partire dall’Austria, Jorge sembra aver trovato la sua strada con Ducati.

Tutto merito della nuova carena? Probabile, da quando il #99 l’ha provata, non ha mai smesso di usarla. Segno dunque che ha trovato il suo ‘starter pack’ e che dunque, le grandi modifiche di inizio stagione, sono ormai un vecchio ricordo. Ha trovato la sua linea ed ora deve solo lavorare sui dettagli. In pista non appare più goffo con la GP17, ma pian piano sempre più agile e le sue gare acquisiscono consistenza. Al Red Bull Ring si è giocato la vittoria per una buona fetta di gara con Andrea e le due Honda prima di alzare il ritmo e scendere al quarto posto finale. A Silverstone invece ha regalato una gara di ottima costanza, chiusa col quinto posto. Poi a Misano è arrivato il bell’exploit sul bagnato, giusto per smentire le critiche dei tifosi. Peccato sia durato poco, ma Lorenzo ha mandato un chiaro segno: lui c’è e sta arrivando. Magari non quest’anno, ma dall’anno prossimo sarà anche lui in lotta per il titolo.

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Alessandro De Carlo

Author: ADC

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