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LA STATISTICA: ma che razza di equilibrio c’è in MotoGP? Sei marche in otto decimi!

Le qualifiche di Aragon hanno regalato un sacco di spunti interessanti. Dalla lotta per il titolo tra Marquez e Dovizioso, entrambi chiamati alla rimonta domani, alla rincorsa di Vinales passando per il miracolo di Rossi. Tutti temi caldi che però troveranno la loro risposta domani. Già perché un conto è la qualifica, un altro è la gara.

Il dato veramente interessante è un altro ed è puramente oggettivo. Andiamo a dare uno sguardo alla classifica finale delle Q2 (foto in basso).

 

Si evince come, sul giro secco, tutte e sei le marche impegnate nel massimo campionato motociclistico siano molto vicine tra di loro. Ben otto decimi infatti racchiudono il gruppo dei primi 12 dello schieramento di domani in cui configurano Yamaha, Honda, Ducati, Aprilia, Suzuki e KTM. Segno che la MotoGP sta diventando un campionato sempre più equilibrato e che forse alcune competizioni (come ad esempio la SBK) potrebbero seguire la strada intrapresa dalla classe regina. Certo, la situazione ‘da sogno’ non c’è ancora in MotoGp dato che Yamaha, Honda e (finalmente) Ducati sono un gradino sopra la concorrenza, tant’è che sono questi tre costruttori in lizza per il Mondiale piloti. E dai tempi lo si può certamente verificare. I tre costruttori sopracitati, considerando i migliori piloti per marchio, sono tutti in 195 millesimi. 

Aprilia, KTM e soprattutto Suzuki (crollata dopo un 2016 da favola) devono certamente rimboccarsi le maniche. La moto di Noale prende quasi quattro decimi dal tris sopracitato. Quasi mezzo secondo invece per la GSX mentre i debuttanti austriaci quasi sette decimi. Tuttavia, questo dato può confortare sia Dorna che le case. La prima per aver promosso negli anni un buon regolamento che sta portando ad un giusto equilibrio. Le seconde, ovviamente, stanno vedendo ripagato il loro impegno.

Ovviamente gli appassionati delle statistiche, guardando i tempi delle Q2 del 2016 diranno che la qualifica di quest’anno è stata più lenta. Vero, magari questo ha contribuito a livellare le prestazioni. Resta comunque il fatto che tutti i costruttori sono entrati direttamente nella manche di qualifica che conta. Su una pista, tra l’altro, che è abbastanza lunga e molto variegata. Fosse stato il Sachsenring ad esempio, circuito molto corto, sarebbe stato più scontato vedere una differenza così bassa perché quella è una pista che tende ad appiattire le differenze tra le moto. Su un tracciato così misto come il Motorland, significa che ogni moto, in base alle caratteristiche che possiede si adatta meglio ad un settore della pista. E questo è proprio ciò che risulta se si guarda l’analisi dei settori:

Mentre KTM perde tantissimo nei primi settori, nel quarto detiene il miglior tempo. Ducati invece sembra costruire il suo tempo nella prima parte della pista mentre fatica nelle seconda. Abbastanza altalenante Suzuki mentre Aprilia sembra molto in palla nel t3.

Sono lontani i tempi in cui uno/due costruttori dominavano il Campionato. E quelli in cui tutti possono dire la loro nella lotta per il titolo sembrano più vicini.

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Alessandro De Carlo

Author: ADC

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