Crea sito

IL CASO Lowes-Aprilia: un ‘bidone’ da scaricare o errore da parte del Team?

Nel silenzio e nel quasi anonimato, tipico di chi bazzica nel fondo dello schieramento, si è alzata una sorta di campagna di solidarietà ‘social’ nei confronti del rookie Sam Lowes, scaricato da Aprilia qualche giorno fa. Il britannico, protagonista di una prima stagione in MotoGP tutt’altro che in discesa, ha fatto perdere la pazienza a Gresini ed Albesiano che hanno deciso di troncare i rapporti dal prossimo anno. Nel 2018, infatti, ci sarà Scott Redding al suo posto.

Una scelta dettata dal fatto che fino ad ora Sam ha raccolto soltanto 2 soli punticini e oltre quindici cadute. Numeri impressionanti, vero, ma non bisogna dimenticare che: 1) è un debuttante 2) la sua moto non è una di quelle più apposto del lotto 3) ha patito parecchi infortuni durante i test. Non a caso, sul profilo Twitter di Sam sono arrivati tanti messaggi d’incoraggiamento sia da parte dei fans ma soprattutto da parte di piloti come Crutchowl, Rea, Redding, Aleix Espargarò che sono dalla sua parte. Gente comunque che di moto ne capisce, forse meglio dei Team Manager che non la vivono in prima persona o l’hanno vissuta parecchi anni fa (Martinez, Cecchinello, Gresini…). Quindi, vediamo di fare un po’ di chiarezza.

“Sam starà meglio con un Team che crede in lui” – il cinguettio di Rea sul #22

L’ACCUSA – In un recente articolo pubblicato da Gpone.com prima che arrivasse la notizia dell’ingaggio di Redding, viene riportata un’intervista ad Albesiano e Gresini in cui i due cercavano di far chiarezza. Il problema delle cadute, purtroppo, c’è ed è un fardello non da poco per il Team:

Ogni scivolata significa pezzi da sostituire, e non lo dico per motivi di costo, ma di produzione. Si perde tempo per produrli, ci sono uomini impegnati per farlo e poiché siamo in piena fase di sviluppo, questo ci rallenta” -Fausto Gresini

Inoltre, da quanto si evince dall’articolo e dall’intervista, Lowes va piano perché ancora non ha capito come guidare una MotoGP, con tanta elettronica e senza la frizione. Proprio l’assenza di questa sembra ostacolarlo in frenata visto che mentre era in Moto2 era solito prenderla in mano per controllare il posteriore. Al contrario, stando alle parole di Gresini, stacca in questo modo:

“Prima toglie il gas iniziando a scalare e solo dopo prende il freno in mano. In questo modo non solo perde tempo, ma si attacca anche troppo al motore.”

Una maniera un po’ strana che lo penalizza in termini di tempo sul giro. Inoltre va detto che la RS-GP è finita nelle sue mani per la prima volta circa un anno fa. Ok, la moto è cambiata, ma il processo di adattamento alla MotoGP di Lowes è iniziato prima. E forse, a 26 anni (27 il prossimo 14 settembre) dopo tanta pratica, è un po’ tardi per imparare ad andar forte. Così la scuderia di Noale ha deciso di puntare sul talento, mai esploso definitivamente, di Scott Redding. Una decisione, che come vedremo, non ha lasciato tutti soddisfatti.

ph: motorsport.com

LA DIFESA – Per un rookie, arrivare su una moto già bella e fatta che va solo messa appunto è spesso, soprattutto all’inizio, difficile. Immaginatevi un debuttante su una moto che è un cantiere aperto, in pieno sviluppo. Deve adattarsi rapidamente e al contempo lavorare per far progredire la moto. E’ chiaro che il processo può risultare difficile, soprattutto se durante i test invernali non sei al 100% fisicamente.

Ecco, questo è stato il debutto di Lowes con Aprilia. Molto difficile, segnato anche dall’ansia di un Team che punta a tornare subito davanti. Ed infatti Aleix Espargarò è il primo a sostenere che la squadra italiana abbia sbagliato col britannico. Che poi, tornando all’articolo sopracitato, Gresini ha confermato nell’intervista che Lowes comunque dava una mano allo sviluppo della moto e le sue sensazioni pista combaciavano con quelle di Aleix.

Altro dato: le cadute. Sam ne ha totalizzate 16 (che salgono ancora se si contano anche quelle dei test) però neanche Aleix Espargarò scherza. Lo spagnolo infatti è a quota 12 fino ad ora.

A ‘denunciare’ alla stampa il comportamento di Aprilia nei confronti di Lowes è Cal Crutchlow che non si è risparmiato proprio.

“Penso che sia una disgrazia. Non c’è altro modo per definire questa situazione. Cosa si aspettavano dal suo primo anno in MotoGP? Non mi sembra abbia a disposizione una Yamaha, vero? L’hanno trattato in modo schifoso, hanno passato il tempo a demoralizzarlo” – Cal Crutchlow

Il effetti, il comportamento “poco professionale”  tenuto da Albesiano non è andato giù a Lowes. Che ha dichiarato di andarsene senza troppi rimpianti perché

L’opportunità che [Aprilia] ha detto di darmi comunque non c’è stata. –Sam Lowes

Secondo Cal, nel box italiano sono stati troppo frettolosi:

Sam è veloce e merita una chance. Non può capire tutto della moto in questo momento, ma è una cosa normale, solamente due o tre persone al mondo possono salire su una MotoGP e comprenderla immediatamente. Avrei dato più tempo e fiducia a Lowes.

In effetti, il pilota dal quale Aprilia riparirà, Redding, non è che viene da una grandissima stagione: solo due piazzamenti nella top ten fino ad ora per lui. Poco per l’esperienza che ha. Tuttavia Sam, nonostante sia stato al centro di una vera e propria bufera, si è comportato da vero signore, idem Scott.

Lo scambio di auguri tra Lowes e Redding su Twitter

Ora per Lowes sarà dura trovare una squadra in MotoGP, ma nei piani del pilota d’oltremanica c’è anche l’opzione di ritornare in Moto2 per provare a vincere il titolo. Chissà, magari piloti come Luthi, Rabat e lo stesso Lowes sono destinati ad essere gli specialisti delle categorie ‘minori’, proprio come una volta. Purtroppo però, se ‘minori’ prima si riferiva alla cilindrata inferiore rispetto a quella della classe regina, con l’avvento della MotoGP le nuove Moto2 e Moto3 sono solo un contorno, una tappa di passaggio (non obbligatorio, vedi Miller) verso la top class. Insomma, minori in senso assoluto. Il che purtroppo ha portato ad una politica, complici anche fenomeni come Marquez &Co, secondo la quale i rookies devono andare forte da subito, altrimenti via, tocca al prossimo. Con il rischio che un pilota finisca per bruciare il suo talento.

Comments

comments

Alessandro De Carlo

Author: ADC

Share This Post On