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Bayliss-Rossi: due vecchietti, due misure

Troy Bayliss sta andando forte, fortissimo nella SBK australiana.  Ad anni 49 non era scontato, dopo un lungo stop seguito al ritiro definitivo del 2015,  quando Troy fu richiamato da mamma Ducati per qualche gara nel campionato Mondiale.

Bayliss è un fenomeno che da sempre accende gli animi dei tifosi, ducatisti e non: oltre i 3 titoli mondiali vinti, è difficile dimenticare ad esempio la vittoria in MotoGP nel 2006 a Valencia, e tutte le sue altre epiche imprese.

Troy il vecchietto va forte, fortissimo, e il pubblico e la stampa ne godono.

L’australiano fa da contraltare a un altro vecchio terribile, che corrisponde al nome di Valentino Rossi. Anni 39 per il pesarese che sta decidendo se continuare la propria avventura in MotoGP o se farla finita al termine del 2018.

Rossi non è diventato un brocco: l’anno scorso quando la Yamaha c’era era da podio, ed esserlo nella massima categoria del motociclismo non è da tutti. Il 2018 non è iniziato sotto il migliore degli auspici ma più per colpa di Yamaha che del pilota, che comunque in Thailandia ha dimostrato di poter essere ancora da top five.

Eppure attorno a Rossi il clima è diverso: in tanti lo idolatrano ma molti non vedono l’ora che la faccia finita. Il Re Leone non molla ma la stampa, specie quella che nel suo piatto non ci ha mai mangiato, ne attende il ritiro come una liberazione.

Perché?

Due pesi e due misure differenti per due veterani di questo sport che dovremmo tenerci cari cari come patrimonio dello sport.

Ma si sa, l’abitudine tutta italiana di santificare i miti stranieri e di criticare quelli nostrani non risparmia niente e nessuno, nemmeno lo sport.

Bayliss, Rossi: andate avanti finché potete, finché potete contribuire a scrivere pagine romantiche del motociclismo?

E voi cosa ne pensate? Diteci la vostra!

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Author: Lastlap

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